Manifesto LUBERG

Il nostro primo marchio è quello economico e lo ritroviamo nel logo stesso dell’Università. Rappresenta la prima moneta di Bergamo, il Pergaminus.

Parlando di connessioni, la moneta è la base del commercio, la regina delle connessioni. Bergamo ebbe diritto di conio fin dal 1200, per concessione dell’imperatore Federico Barbarossa. Questo per ricordare le origini, le radici finanziarie della città commerciale che poi portarono alla nascita della fiera di Bergamo, che per secoli fu una delle più importanti “expo” d’Europa, e in seguito alla creazione di una delle prime banche popolari, oggi cresciuta sino a diventare uno dei più grandi gruppi bancari italiani.

Il secondo marchio, quello umanistico, dopo il Pergamino del 1200, è il Calepino del 1500. Il Calepino è il vocabolario, così detto dal suo inventore, fra Ambrogio da Calepio, che proprio nell'ex Monastero di Sant'Agostino, un tempo convento domenicano, creò e di fatto inventò il vocabolario, lo strumento di connessione tra le lingue.

Ambrogio da Calepio abitava a Palazzo Calepio, proprio in Città Alta; lavorava qui, ed è stato sepolto nell'allora Chiesa di S. Agostino. E proprio in questo luogo, più di 500 anni fa, dopo un lavoro di 50 anni, fu pronto per la stampa, e per tre secoli, fino alla seconda metà del Settecento, quando gli illuministi “inventarono” l’enciclopedia, fu il libro più stampato nel mondo dopo la Bibbia.

 

Per il terzo tratto distintivo, il marchio ingegneristico, potremmo scegliere tra tanti candidati ma forse, in tema di connessioni, ricordiamoci che se oggi in tutto il mondo si parla al telefonino è perché qualcuno, nel 1966, ha inventato l’algoritmo da cui è nata la tecnologia GPS e tutta la telefonia satellitare. E forse molti di noi non lo sanno, ma questo genio della nostra epoca è l’ingegner Andrea Viterbi, bergamasco.

La moneta, il vocabolario, la telefonia satellitare: ecco le connessioni, il sapere prodotto dal nostro territorio e oggi valorizzato dagli indirizzi di laurea della nostra Università. Eppure nel resto d’Italia siamo spesso considerati una popolazione più adatta al fare che al sapere. A noi laureati spetta la responsabilità di connettere questi due mondi, il sapere e il fare, in una nuova cultura, quella del saper fare. E come …? Guardandoci in faccia e riconoscendoci. Quando ci riconosciamo come LUBERG...Lubergamaschi sappiamo i problemi e le sfide che abbiamo in comune nel nostro territorio, le nostre qualità, come ci vedono gli altri e da qui possiamo partire. Il senso di appartenenza nasce da qui, dall’avere la stessa terra madre, e la stessa scheda madre e riconoscerla. Siamo in oltre 40.000 laureati dell’UNIBG. Siamo il 4% della popolazione bergamasca, e abbiamo la responsabilità di rappresentarla tutta.

 

 

Vogliamo dimostrare il nostro orgoglio di essere laureati a Bergamo e consapevoli e fieri dei nostri “distintivi”.

Noi siamo dentro una storia più grande di noi singoli, ma se ci uniamo diventiamo significativi e possiamo fare la nostra parte nella storia del nostro territorio che si inserisce nella grande storia globale.

Parallelamente al radicamento e all’appartenenza, vogliamo l’estensione, la diffusione, e dunque sviluppare il network. Vogliamo che tutti i laureati UNIBG si iscrivano a LUBERG e rinnovino il legame con la loro Università, partecipando alle iniziative, collaborando alla loro organizzazione e cogliendo le opportunità che LUBERG offre. Dobbiamo diventare sempre più una lobby sopra le parti, neutrale, con una mission molto chiara: promuovere le nostre capacità, la nostra mentalità, il nostro saper fare e nel contempo valorizzare il nostro territorio, il nostro patrimonio artistico, sociale, culturale e la nostra cultura d’impresa, tema che ci sta particolarmente a cuore.

Promuoveremo il C.LUB LUBERG, che organizza periodici incontri con donne e uomini “esemplari” del mondo della cultura, della scienza, dell’impresa; daremo riconoscibilità ai nostri migliori laureati con premi al merito; utilizzeremo come ambasciatori nel mondo i nostri laureati più emeriti, stimoleremo l’innovazione con concorsi di idee, favoriremo l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro e sosterremo la produzione e la diffusione di una nuova cultura del territorio. Per fare tutto questo, abbiamo bisogno di collaborazioni, di connessioni. Pensate a LUBERG come a una grande piattaforma, con pilastri e sostegni solidi e profondi: ma sulla piattaforma ci siamo noi tutti, e siamo noi che abbiamo il compito di  promuovere “la rinascita socio culturale del territorio”, come ben ci ha insegnato il precedente Presidente, Cav. Domenico Bosatelli. Una sfida ambiziosa, un percorso che vogliamo intraprendere insieme: qui non è in gioco la realizzazione personale, ma quella generazionale.

Vogliamo che quello che iniziamo oggi possa agire già da domani, e tra un anno dare frutti, e crescere, svilupparsi, così che tra vent’anni potremo dire di aver contribuito a consegnare alla nuove generazioni un territorio e una società più consapevole del proprio ruolo e del proprio valore in un mondo che mai come oggi ha bisogno di comunità esemplari.

La Presidente
Dott.ssa Giovanna Ricuperati