Costruire l'innovazione

Incontro15Febbraio - Radici

Sono stati più di novanta i partecipanti che hanno animato la serata del 15 febbraio scoreso organizzata dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo e da Luberg per apprendere e sperimentare l’innovativa metodologia “LEGO® SERIOUS PLAY®”. All’iniziativa hanno aderito anche professionisti e rappresentanti dei Gruppi Giovani Imprenditori dell’Associazione Artigiani di Bergamo, di Ance Bergamo e i giovani avvocati di Aiga con l’obiettivo di approfondire la conoscenza di questo nuovo metodo gestionale.

Il focus sulla metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® fa parte del più ampio progetto di collaborazione fra il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo e Luberg – afferma Marco Manzoni, Presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Bergamo – per sviluppare e sostenere l’imprenditività e l’imprenditorialità del territorio. In questo ambito rientrano questi appuntamenti formativi in cui è possibile sperimentare un approccio basato sull’esperienza concreta, sul “toccare con mano” per aiutare a far emergere idee innovative e a condividerle all’interno di un team per arrivare ad un concept unico”.
Nella pratica – spiega il Presidente Manzoni – il facilitatore pone delle domande in funzione del tema scelto e ogni partecipante le elabora autonomamente sfruttando i mattoncini; le proposte di tutti vengono raccontate e diventano spunto per una riflessione comune ed una risposta condivisa. È un metodo che aiuta ad andare oltre gli schemi abituali, utilizzando processi di apprendimento “mente-mano” proprio come fa un bambino, per il quale il gioco è una cosa serissima. Ma il bambino – prosegue Marco Manzoni - ha il grande vantaggio di poter pensare liberamente, al contrario di noi adulti, spesso frenati dagli schemi mentali che rendono difficile la visione innovativa”.

Infatti, “questa metodologia - dettaglia ulteriormente Daniele Radici, facilitatore professionista Certificato dalla Association of Master Trainers in the Lego® Serious Play® methodology - aiuta a pensare, comunicare e risolvere problemi attraverso l’utilizzo dei mattoncini Lego®. Dirigenti, manager e dipendenti comunicano in maniera orizzontale, mettendo in gioco la propria immaginazione e facilitando la costruzione condivisa di processi risolutivi: il tutto per trasformare la conoscenza individuale in capitale organizzativo”.
Una modalità operativa trasversale – continua Daniele Radici – in grado di lavorare su diversi aspetti come, ad esempio, per la creazione di una vision condivisa in un team di lavoro, la facilitazione del processo di innovazione di un prodotto/servizio o la risoluzione di un problema complesso all’interno di un’organizzazione: il tutto per trasformare la conoscenza individuale in capitale organizzativo. Costruire soluzioni operative concrete, condivise e praticabili per risolvere i problemi in modo nuovo e, perché no, farlo anche in modo seriamente-divertente tramite la costruzione di modelli ad hoc al fine di sbloccare il grande potenziale che ogni persona ha dentro di sé”.

LEGO® SERIOUS PLAY®, nata e sviluppata internamente in Lego® a metà degli anni ’90 e adottata da istituzioni e società del calibro di Nasa, Microsoft, Boeing, Google e Novartis, è stata fin d’allora utilizzata per descrivere, creare e testare “business concept”, rientrando tra le tecniche di “exploration & innovation” utili per risolvere problemi più o meno complessi.

Ora la nostra sfida – conclude il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo Manzoni – è diffondere queste metodologie, di cui LEGO® SERIOUS PLAY® è un esempio, già adottate con successo in alcune grandi aziende anche nelle piccole e medie imprese, stimolandole ad un approccio culturale basato sulla condivisione dell’innovazione a vantaggio della continuità dell’impresa stessa”.

Uno dei principali vantaggi derivanti dall’utilizzo di LSP, infatti, è la facilità con cui si raggiunge un elevato engagement delle persone, trasformando i classici business-meeting “mono direzionali”, nei quali tipicamente il 20% delle persone parla e l’80% delle persone ascolta, senza interagire, in un’esperienza diversa e più “democratica” in cui tutti hanno a disposizione tempo per esporre le proprie idee, raccontare la propria “storia” e dare il proprio contributo.